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venerdì 2 febbraio 2018

Sia fatta la pace tra Selva e Pantera...

La Contrada della Pantera e la Contrada della Selva sono liete di presentare un’iniziativa culturale che costituisce un unicum nel panorama editoriale contradaiolo tra “consorelle non alleate” e che, al contempo, trova le due Contrade unite sia dalle penne degli autori, Alessandro Ferrini ed Alessandro Leoncini, rispettivamente appartenenti alla Selva ed alla Pantera, sia dall’argomento trattato dal volume, dal titolo: “SIA FATTA LA PACE TRA SELVA E PANTERA, SIA PACE SINCERA SIA FATTA COSI’. Nascita e conclusione di una delle più accese inimicizie della storia del Palio.”

Il volume sarà presentato dal Prof. Paolo Nardi venerdì 2 febbraio alle 18.00 presso la sede museale della Contrada della Selva. 

Oltre ai due autori, moderatori della serata saranno il Priore della Contrada della Pantera, Pasquale Colella Albino e della Contrada della Selva, Stefano Marini, che arricchiranno la presentazione con ricordi ed aneddoti contradaioli in tema con l’argomento trattato dal libro.
Sono dunque ospiti graditi ed invitati a partecipare all’evento i rappresentanti delle consorelle ed i contradaioli tutti.


martedì 1 agosto 2017

Una nuova lettera di Bastianini regalata alla Pantera!

Il signor Antonio da Bilbao ha consegnato al Priore alcune settimane fa una lettera datata al 19 settembre 1958 a firma di Ettore Bastianini, intestata al suo amico Manolo. Nella lettera Bastianini si lamentava dei fischi ricevuti a Bilbao, anche se ammetteva che la sua performance non era stata all'altezza.

giovedì 28 maggio 2015

Ad Alessandro Leoncini la medaglia di civica riconoscenza!


Come annunciato ieri sera in Assemblea dall'On.do Priore Stefano Morandini, il 15 agosto 2015 verrà assegnato al nostro contradaiolo Alessandro Leoncini la medaglia di civica riconoscenza.
Raccontare la storia di Alessandro non è facile (e nemmeno troppo veloce, viste le sue mille passioni, studi e pubblicazioni): cercheremo di farlo brevemente, puntando più che altro sul suo ruolo cittadino, di narratore delle vicende storiche della nostra città e della nostra Contrada.
Alessandro nasce a Siena il 12 aprile 1955, diplomato all'istituto agrario, si interessa fin da ragazzo alla storia della Città e delle Contrade.
In Pantera fa parte dell'economato per 16 anni (10 come vice e 6 come economo), successivamente diventa archivista e provicario.
Dal 1989 si occupa dell'Archivio storico dell'Università degli Studi di Siena, collabora con la rivista "Il Carroccio di Siena" e con la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici di Siena e Grosseto. Tra il 1980 e il 1985, su commissione dell’Azienda Autonoma di Turismo di Siena, ha eseguito la ricerca dettagliata sui tabernacoli di Siena che ha ispirato il restauro di alcune edicole.
Tra le sue più importanti attività degli ultimi anni si ricorda in particolare quella della promozione del restauro di una tavoletta votiva del XV secolo con La tortura di Girolamo Biringucci conservata nella chiesa di Santa Lucia nel Piano dei Mantellini e finanziato dalle Contrade della Chiocciola, della Pantera e della Tartuca.
Nel 2009 ha avviato la collana «Quaderni dell’Archivio Storico» dell’Università di Siena, provvedendo a scrivere e far pubblicare un numero ogni anno in occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università.
Nel 2011 ha coordinato la mostra Insieme sotto il Tricolore. Studenti e professori in battaglia. L’Università di Siena nel Risorgimento, tenuta nel Complesso Museale Santa Maria della Scala dall’8 aprile al 3 luglio nell’ambito delle Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
In questa sede non mi metterò a citare le sue innumerevoli pubblicazioni, ma vorrei ricordare che Alessandro Leoncini è l'autore de "La Pantera. Storia della Contrada" nel 1995, il libro, che più di ogni altra cosa ha contribuito a dare una profondità storica alla nostra Contrada. Una Società, come quella contradaiola, che si basa sul tramandarsi oralmente le storie, rischia di perdere una dimensione storica e di ignorare le tradizioni che vanno oltre una generazione precedente.
In conclusione voglio fare una considerazione sull'amico Sandro: un uomo di storia spesso si perde tra mille pensieri, contraddizioni, aneddoti del passato, perdendo quindi di vista il presente. Alessandro invece no: attraverso una mente estremamente pragmatico, prima ancora che riflessiva, non smarrisce l'attualità, ponendola sempre al centro dei suoi pensieri e delle sue azioni.

Di seguito i link agli articoli di Alessandro Leoncini pubblicati sul Blog de Il Grattapassere:
- Gli arredi sacri e la Madonna della Mandorla
- Il Palio in una frase
- Ecomuseo: il Tabernacolo di Stalloreggi
- Il nuovo allestimento della Sede. L'occasione per ritrovare la strada della Contrada
- Continuare ad essere una Contrada o tornare ad essere una Brigata?
- Un vecchio articolo... Le bandiere della Caccia





giovedì 21 novembre 2013

Ettore... all'Opera!

Per la costruzione della mostra "O dolcezze, o memorie" alla ricerca di Ettore Bastianini, durante il 2012 la famiglia Venturini ha pemesso all'Archivio della Contrada di scansionare tutta la documentazione in loro possesso inerente ad Ettore Bastianini (fotografie, lettere, spartiti, cartoline, ecc.). Per conservare la documentazione è stato creato un apposito "Fondo Venturini" all'interno dell'Archivio digitale della Pantera.
Oggi proponiamo una serie di immagini di Ettore in scena.


martedì 19 novembre 2013

Continuare ad essere una Contrada o tornare ad essere una Brigata? di Alessandro Leoncini


Una domanda, questa, che a qualcuno può apparire sibillina e ad altri, invece, inguaribilmente retorica. In realtà non è né l’una né l’altra cosa, anzi, è piuttosto pragmatica e attuale.
Le Contrade, tutte, senza eccezioni, da qualche decennio stanno affrontando (o forse subendo), una trasformazione radicale: per la prima volta nella loro storia lunga più di cinque secoli – mezzo millennio! – si trovano a vivere, a crescere, a mantenere in vita una tradizione pur essendo prive di quello che, fino a pochi anni fa, era il loro naturale terreno di coltura: il rione, cioè la vera e propria contrada (con la c minuscola, poiché contrada e rione sono la stessa cosa).

giovedì 19 settembre 2013

La rubrica della domenica: notizie dall'Archivio, le donne e la Pantera


In un mondo in cui il tema del femminismo ha attraversato almeno tutta la seconda metà del secolo scorso e lo ha fatto ottenendo da un lato, importanti conquiste, dall'altro muri difficilmente valicabili, all'interno del mondo senese sappiamo che il tema del rapporto tra donne e Contrade è ancora lontano da una soluzione pacifica.
Senza entrare nelle singole realtà contradaiole (non è compito nostro) trattiamo brevemente quelle che sono le tappe dell'evoluzione che ha portato (o no?!) alla parità dei sessi in Pantera.
Nell'anno 1942, esattamente il 22 di agosto, la Nostra Contrada si riunisce in Assemblea per deliberare il resoconto finanziario, le decisioni sulla Festa Titolare e le disposizioni del Magistrato delle Contrade.
Il verbale in questione è importante per la Storia della Pantera per due motivi: per la prima volta si pronuncia la parola "fascista" e per la prima volta due signorine varcano la soglia della Sala delle Assemblee.
Per quanto riguarda il tema politico è abbastanza sintomatico il fatto che solo nel 1942 si pronunci questa parola; ma preferisco non addentrarmi in questo argomento, visto che ci sarebbe materiale per un articolo intero.
Le due "pioniere", di cui si tace il nome, svolgono un ruolo totalmente passivo all'interno della riunione:  a fine assemblea entrano in sala con pastasciutta e panini.
Un avvenimento al limite del ridicolo, si potrà pensare, che forse non è nemmeno degno di essere annotato; ma si consideri gli anni in cui si svolgono questi avvenimenti e quanto potesse essere elitaria l'Assemblea della Contrada della Pantera (sappiamo che erano 12 persone presenti a quella assemblea).
Non sarà degno di nota, ma oramai il corso della Storia ha preso un'altra rotta.
Il 5 agosto 1954, Gino Baroni, alla presenza di 46 contradaioli, insedia il nuovo seggio: la novità è che nell'organigramma della Contrada compaiono i nomi di donne.
Ma non è ancora il passo definitivo: la necessità di imporsi come "aventi diritto di voto" all'interno della maggiore (o forse l'unica?) manifestazione democratica contradaiola prende forma tra il 1960 ed il 1964.

Il 15 febbraio 1960 è la prima volta che compare nel registro delle presenze alle assemblee un nome al femminile, il 31 agosto dello stesso anno succede nuovamente ed il 3 gennaio del 1964 saranno presenti due donne.
Adesso la strada è definitivamente tracciata: tre anni dopo, esattamente l'8 aprile 1967, una Contrada stravolta, fragile e per questo ancora più esposta a moti reazionari, decide invece la strada del progresso e della rivoluzione: un mondo popolato da uomini seri, baffuti e con abiti scuri (che già era stato turbato dal nostro Ettore che si atteggiava da superstar in vestito bianco e paglietta in testa), viene spiazzato dall'elezione a capitana di una signorina bionda col caschetto che viene dall'altra parte dell'oceano e che si chiama Cynthia Wood! La Contrada la nomina per acclamazione.
L'ultimo passaggio di questa storia avverrà nel 1980, quando viene nominata Capitana Aurora Cialfi.
Forse è vero che ancora oggi non siamo arrivati alla parità dei sessi, ma quel che si può affermare con forza (o almeno questo succedeva fino a vent'anni fa) è che la Pantera sia stata tra le Contrade innovatrici in questo senso, progressista e dotata di grande lungimiranza.
Questo a parer mio, ovviamente.

domenica 28 luglio 2013

Rubrica della domenica: l'ultima lettera di Ettore Bastianini



Proponiamo questa domenica uno dei documenti, forse il più importante, sicuramente il più commovente, che la Famiglia Venturini ha messo a disposizione per la mostra in onore di Ettore Bastianini che si è tenuta nel 2012, per il 90° anniversario della nascita e per il 45° della morte.
Tutti i documenti (lettere, fotografie, cartoline, spartiti ed altro) sono stati scansionati e fanno parte del patrimonio digitale della Contrada.
La lettera in questione, indirizzata all'amico Aldo Venturini, è datata al 23 dicembre 1966, poco più di un mese prima che il Capitano morisse.
La sua calligrafia risulta essere molto stentata ma proprio questa difficoltà descrive efficacemente la sua fatica ed il suo dolore.
L'italiano invece, nonostante qualche piccola sbavatura, risulta essere di uno sconvolgente romanticismo, in una prosa semplice e breve che descrive l'animo, le sensazioni e le preoccupazioni di Bastianini.
La paura di lasciare qualcosa in disordine nella sua vita, di non essere ricordato, di non essere amato, di soffrire, di morire (anche se mai si cita la morte nel testo) pervadono interamente la lettera, ma paradossalmente si intravedono ancora la speranza, quella voglia di lottare, di metterci tutte le ultime forze, desiderando un futuro migliore.
L'immagine di copertina vuole essere una sorta di contraltare all'ultima lettera di Bastianini. Credo che più di tutte, tra quelle che personalmente ho visto, rappresenti l'uomo Ettore. Forza, coraggio, determinazione, fantasia, eleganza e fascino: tutte le componenti di quell'amalgama che inducevano il suo Popolo a seguirlo ovunque, nella vittoria e nel canto!


Carissimo Aldo,
ti scrivo queste due righe che a mala pena ce la faccio.
La batosta è stata tremenda e ancora sono molto debole. Ti mando questo assegno, con il quale potrai sistemare la questione di lago (?) che spero sia completa di tutti quei particolari di cui avevamo a discutere a Forlì.
Ho sofferto moltissimo per una situazione imprevista, sono giù e poi giù in tutti i sensi.
Scusami il male scritto ma appena riesco riesco a tenere la biro in mano.
Vi ho pensato sempre con immensa nostalgia di voi tutti. È un periodo
infelice per me e la mia terra l'ho sospirata ogni minuto e ogni secondo versando le più calde lacrime sospirando l'ansia più viva del ritorno tra voi.
Non so quando sarò in grado di tornare l'Ettore normale ma purtroppo dovranno passare ancora tanti giorni.
Vi ricordo tutti, i cari Sozzi, Alberto, Viviani, Buzzichelli, insomma tutti tutti. Io ti prego di salutare
tutto il mondo dei nostri amici.
Vi mando tanti cari saluti con tanti auguri di buon Natale e felice 1967 che spero sia anche per me un anno di migliore fortuna.
Ciao carissimo, grazie per le tue lettere e per la posta.
Arrivederci presto!
Un abbraccio forte
tuo Ettore