giovedì 19 febbraio 2015

lunedì 16 febbraio 2015

Due Porte - Tabaccheria Gerace 3 a 2! Le pagelle ignoranti

Paolo Vannuccini voto 6,5. Decide di onorare il carnevale e si presenta in campo vestito da preservativo al gusto liquirizia. Incolpevole sui gol, si oppone per ben tre volte in maniera decisa ai tentativi avversari e una al fuoco amico. DUREX
Marco Maestrini voto 7,5. Si ricorda di aver smesso di fumare tanti anni fa e spezza tutti i sogni di gloria della squadra più tabagista della categoria. Quando recupera palla attende sempre il contatto con l'avversario e con numerosi gemiti,che nemmeno Milly D'abbraccio in “la professoressa di lingue”, richiama l'attenzione dell'arbitro che in evidente stato di erezione è costretto a fischiare FALLO. Regala i due punti grazie al portiere avversario che sviene come Torricelli davanti a una equazione matematica. TINTO BRASS

venerdì 13 febbraio 2015

La vita e la morte di Bruno Bonci

Un gruppo di partigiani intento a salvare dell'olio dai sequestri tedeschi incontra una pattuglia di quattro soldati e ne nasce uno scontro.


giovedì 12 febbraio 2015

Progetto "Incontrada": il bilancio finale

Il progetto "InContrada" ha avuto noti e diffusi strascichi polemici all'interno del mondo contradaiolo, ma potrebbe essere (in futuro) uno strumento di sviluppo economico culturale per la Città e per le Contrade.
La redazione non ha nessuna intenzione di schierarsi tra i favorevoli o tra i contrari a tale iniziativa, ma crede sia giusto pubblicare il commento sull'argomento del Rettore del Magistrato delle Contrade Fabio Pacciani.


“Il Magistrato delle Contrade con questa iniziativa ha inteso fornire al mondo contradaiolo spunti di riflessione sulla gestione del proprio patrimonio culturale. Mi auguro che i toni, anche aspri, che hanno contraddistinto la presentazione del  progetto possano stemperarsi nella consapevolezza che esso è solo un contributo fra i tanti che potrebbero portare le Contrade a rappresentare se stesse collettivamente al di fuori della nostra città”. E' questo il commento del Rettore del Magistrato delle Contrade Fabio Pacciani al termine del progetto che ha portato alla scoperta dei territori delle Contrade negli otto weekend tra il 6 dicembre 2014 ed il 25 gennaio 2015. 

Sono state 581 le presenze totali, con una prevalenza di persone provenienti dalle province toscane e dalle regioni Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, 85 sono stati i residenti e contradaioli e 26 i bambini che hanno partecipato all’iniziativa. 

Il progetto, che ha permesso non solo la visita ai Musei ed Oratori delle diciassette Consorelle, ma soprattutto la scoperta dei 17 territori cittadini, ha confermato quanto importante sia una progettazione turistica per il futuro indirizzata verso una valorizzazione dell’intero patrimonio cittadino al di fuori dei luoghi di attrazione maggiormente visitati quali Palazzo Pubblico e Cattedrale. Le Contrade, ancora una volta, hanno avuto e avranno l’occasione di imporsi come le forze motrici di una rinascita culturale di Siena, partendo dal presupposto che sono le comunità locali a dare il vero valore umano al patrimonio artistico, storico, ai propri musei, monumenti e chiese. Il progetto InContrada non è altro che un punto da cui partire nell’ottica di un miglioramento e di un perfezionamento di una visione di Siena da comunicare non più come luogo di escursione giornaliera, ma come sede di una cultura profonda e complessa da vedere e vivere con attenzione e rispetto.

L’apertura al pubblico della Sala dei Costumi Storici di Palazzo Pubblico ha, inoltre, dato l’opportunità di respirare l’atmosfera dei giorni del Palio e di comprendere quanto riduttiva sia l’interpretazione della festa proposta dai mass-media alla maggioranza del pubblico italiano e straniero.


Ripercorrere attraverso i costumi della passeggiata storica le gesta dell’eroica antica Repubblica Senese ha regalato ai visitatori la sensazione di un viaggio oltre il tempo da ripetere ogni anno durante le giornate del 2 luglio e 16 agosto, ma in modo più consapevole e appassionato. 

“InContrada non nasce come “prodotto” di massa con l’obiettivo dei numeri, ma si sviluppa con la consapevolezza di rappresentare un progetto culturale di eccellenza per il proprio territorio e con l’intento di trasmettere un messaggio culturale forte che parte dall’identità più autentica della Città, che ci rende unici nel mondo. Un doveroso ringraziamento a tutti quelli che ci hanno creduto e lo hanno reso possibile” afferma Sonia Pallai Assessore al turismo del Comune di Siena Sonia Pallai. 

Tra le varie tipologie di visitatori rilevante è stata la presenza degli ex studenti fuori sede che, nel periodo di permanenza a Siena, non avevano avuto la possibilità di conoscere in maniera approfondita i territori delle Contrade, così come quella degli appassionati di tradizioni locali affascinati dal modo in cui, un’organizzazione spontanea come quella che ruota intorno al palio di Siena, abbia contribuito allo sviluppo di tanta bellezza territoriale anche dal punto di vista artistico.

Tra i commenti, tutti positivi, raccolti durante le visite ai territori, il più significativo è quello di un partecipante proveniente dalla provincia di Pisa che, nell’esaltare la bellezza di Siena, ha detto: “Spero che l’evento possa ripetersi per dare modo a più persone possibile di comprendere come un sistema sano come quello delle Contrade senesi possa servire a modello per tutte quelle comunità che fanno grande fatica a trasmettere ai propri cittadini un senso di appartenenza che qui sembra far parte del dna dei cittadini”.

martedì 3 febbraio 2015

Gli arredi sacri e la Madonna della Mandorla

Al piano inferiore è una stanza ipogea ottenuta con lavori di ampliamento conclusi nel 2001. Sono qui esposti gli arredi sacri commissionati dalla Contrada tra la prima metà del Settecento e la metà del secolo successivo. Alla parete sinistra è collocata un’acquasantiera intarsiata con vari marmi e sormontata da uno stemma della Contrada di marmo giallo, commissionata nel 1851 al “marmista Neri”. 

Nella vetrina vicino all’acquasantiera è il reliquiario di San Giovanni contenente reliquie del patrono donate nel 1731 dal pievano Francesco Viticchi, probabilmente correttore della Contrada, e inserite in un reliquiario in legno dorato coperto da una sfoglia d’argento con sbalzato lo stemma della Contrada. È un oggetto di particolare interesse perché dal 1731 è ininterrottamente usato per la benedizione del cavallo e per il mattutino la sera della festa titolare. Nella stessa vetrina, insieme con altri oggetti liturgici, è esposto anche un corredo di candelieri intagliati e dorati databile alla metà del XVIII secolo, di notevole interesse perché, come testimoniano gli stemmi con la pantera rampante applicati a ogni candeliere, furono realizzati per la chiesa della Contrada. Di fattura particolarmente pregevole sono quattro reliquiari a forma di palma con reliquie di Santi martiri. Sulla parete di fondo è un davanzale da altare in legno intagliato e dorato tra il 1852 e il 1853 da Giuseppe Pocaterra (documentato dal 1820 al 1873) con intagliata la Testa di San Giovanni e nei pannelli laterali due stemmi della Contrada. Pocaterra intagliò anche il ‘trono’ per l’esposizione del SS. Sacramento in occasione delle “Quarant’ore” esposto in questa stanza. Sopra l’altare è appesa la Madonna del Rosario, pregevole opera dipinta nel 1767 dalla pittrice senese Rosa Lazzerini. Nella vetrina centrale è la scultura lignea della Madonna della Mandorla, donata dal Comune di Siena alla Contrada nel 1821, quando la Pantera si insediò in Santa Margherita.
La scultura è un’opera quattrocentesca riferibile all’ambiente di Jacopo della Quercia, è stata in passato attribuita al principale scultore del Rinascimento senese, ma è ormai difficile leggerne i caratteri stilistici nascosti da una pesante ridipintura applicata in occasione di un restauro eseguito nel 1888. Nella vetrina di destra sono due corredi di candelieri intagliati e dorati, uno è databile alla prima metà del Settecento e non ne conosciamo la provenienza, l’altro fu realizzato dall’intagliatore Marcello Fineschi (documentato dal 1826 al 1885) e dorato dal panterino Leopoldo Pavolini tra il 1848 e il 1851. Anche questo corredo è caratterizzato dagli stemmi della Contrada applicati a ogni oggetto.