lunedì 29 dicembre 2014

Cronaca di una partita qualunque delle Due Porte

Ore 20.10, Geggiano. Scendo dalla macchina con la mia borsa e con quella dei palloni e mi avvio verso lo spogliatoio. L'appuntamento era alle 20, ma non ho fretta perchè so già che se non sarò il primo ad essere arrivato, non andrò oltre il terzo posto. Percorrendo la discesa che costeggia il campo osservo un nutrito gruppo di calciatori che sotto la vigile direzione del mister sta svolgendo un gagliardo lavoro atletico. Tratti percorsi con le ginocchia al petto e allunghi si susseguono con un ordine che non potrebbe appartenerci neanche nella più formale delle occasioni contradaiole.




E poi i giocatori indossano capi di abbigliamento più o meno tutti dello stesso colore, non sembrano una variopinta accozzaglia di gente come noi, che nei cinque anni trascorsi dalla "rinascita" della squadra di calcio abbiamo faticosamente festeggiato l'agognato obiettivo di scendere in campo con divise tutte uguali (molto spesso addirittura i calzettoni).
Insomma non ho dubbi...sicuramente non siamo noi.


Aprendo la porta dello spogliatoio, la mia previsione si trasforma in certezza quando incontro l'unico tesserato rossoceleste giunto al campo in orario. Ma Pasquale si sa, prima di scendere in campo necessita di una meticolosa messa in piega, non può certo presentarsi all'ultimo. E poi è evidentemente uno a cui piace anticiparsi, come quando inizia i suoi proverbiali e non richiesti riscaldamenti in contemporanea al fischio d'inizio, per poi essere schierato circa un'oretta dopo da un incurante Mister Begani. Chissà... forse sarà il freddo!!!!
Ma andiamo avanti; nel giro di pochi minuti siamo già in 6 e tutto sommato con il portiere potremmo bastare per iniziare la partita, gli altri con calma si aggiungeranno.

 Sono le 20.20, fra circa 10 minuti inizierà la partita e i nostri avversari sono oramai sudati come la maggior parte di noi sarà a fine partita. Nel frattempo nello spogliatoio, oramai quasi pieno, si rincorrono voci tranquillizzanti sul fatto che lo stuolo di centometristi che sta macinando andature e scatti sul sintetico di Geggiano sia in realtà la prima squadra del posto che sta facendo lavoro atletico, o forse addirittura una leva del Siena, o chissà il Milan in ritiro prenatalizio... Nulla di tutto ciò, sono il Montaperti, i nostri avversari per la serata, intimati per giunta dal proprio allenatore di non distrarsi e di mantenere la concentrazione, anzichè tentare di informarsi da noi sul'esito della Supercoppa Italiana che si sta disputando a Doha.
Mentre i primi quattro o cinque giocatori duportini si avviano con passo calmo a riscaldarsi nei 5 minuti rimasti a disposizione con lanci e tiri inevitabilmente da fermi, l'arbitro ha il buonsenso di convocare i nostri rivali per la "chiama", giacchè più della metà di noi sono ancora con jeans e cappotto o stanno aprendo la portiera della macchina appena parcheggiata.


A pezzi e bocconi ci presentiamo nello spogliatoio del direttore di gara. E' il nostro turno per la "chiama". Ci siamo, i soliti due o tre convenevoli (Lale che sfodera i suoi tre o quattro titoli nobiliari o onorifici accompagnati al nome, tre o quattro persone che, non ricordandoselo, si fanno leggere il numero sulle spalle dal compagno più vicino ecc ecc), poi sarà fischio d'inizio.
L'avvio delle ostilità è scontato, loro partono a mille...noi iniziamo praticamente il riscaldamento. La dinamica si protrae per tutto il primo quarto d'ora, durante il quale abbiamo il merito, soprattutto la "saracinesca" di Stalloreggi, Mario, di subire un solo goal e di rimanere attaccati alla partita.
E' oramai il ventesimo e il "Mancio" nostrano, Demitri, ha effettuato i primi cambi, le gambe adesso girano e l'andamento della gara comincia a cambiare volto. Finalmente riusciamo a attaccare con maggiore efficacia e questo ci permette di conquistarci qualche insidioso calcio di punizione. E' proprio da uno di questi che il senatore Burrini, vuoi per lo stato di grazia delle ultime giornate, vuoi per la recente operazione agli occhi, si ricorda dei suoi vecchi fasti e insacca all'angolino, trovando il goal del pareggio. Il primo tempo sta volgendo al termine, siamo padroni del campo e dopo una elegante percussione centrale, Guisp senior serve a Pacifico un cioccolatino che chiede solo di essere scartato: 2-1 e poco dopo duplice fischio.
La ripresa conferma l'inversione di trend, così nei primi 10 minuti, prima su rigore poi innescato dal redivivo Roburro trovo la doppietta personale e un rassicurante 4-1.
I ragazzi del Montaperti sono increduli, si chiedono forse che senso abbia avuto arrivare a Geggiano alle 19,30 ed aver corso come kenyani in preparazione alle olimpiadi, non ci stanno e cominciano ad attaccare nevroticamente a testa bassa. A questo punto, forse perchè forti del largo vantaggio, decidiamo che il nostro capo ultras, il buon Mille, che sfida le intemperie per darci supporto, merita il calcio spettacolo che lo aggrada. Non basta il 4-1? chiederete voi... a lui che è solito stillare la classifica della coppa disciplina molto prima di quella ufficiale, no....vi risponderemo.


Il tempo scorre intanto tra sinfonie di calci, proteste reiterate, litigi, cartellini e punizioni.
Si fa largo il nostro credo calcistico; inveire contro qualsiasi persona, animale o cosa dica qualcosa al nostro indirizzo ma tutto sommato quella che potrebbe sembrare una strategia per perdere tempo (per quanto sia solo un nostro modo di vivere l'agonismo...) ci paga.
Si susseguono numerosi i calci piazzati rivolti verso nella nostra porta; in due o tre ci muoviamo oramai per il campo a mo' di barriera, mesticciandosi le parti basse come pervertiti su una spiaggia di Ibiza. In due occasioni (su un numero indecifrato) dobbiamo arrenderci alla legge della probabilità ed è così che a pochi minuti dalla fine ci ritroviamo insidiosamente sul 4-3.
E' il momento di stringere i denti, la mano aperta sulla testa dell'arbitro indica che saranno 5 i minuti di recupero. Ci ricompattiamo, ricominciamo a giocare e senza grossi patemi portiamo a compimento una difficile vittoria. Un 2014 che si chiude così, con una bellissima vittoria e con un terzo posto insperato quanto meritato per chi lo scorso anno di questi tempi aveva collezionato una sola vittoria. Ciliegina sulla torta, il ritorno in campo del Dott. Borghi, al secolo Gasse, che dopo aver scaldato i motori negli allenamenti del sabato mattina, ha deciso di festeggiare il ritorno in campo con un calcio volontario da dietro nei primi 30 secondi giocati. Ma anche l'arbitro, capendo a solennità del momento, non ha avuto altra possibilità che limitarsi al richiamo verbale.
Non resta che attendere un 2015 su questi livelli, in attesa dell'evolversi della telenovela Bandini per sognare poi ancora più in grande!!!


Il prossimo appuntamento è per sabato 10 gennaio 2015 a Custoza alle 15:30 per Senio – Due Porte

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